Intervista a Luca Minini Amministratore Delegato di MdM Main sponsor dell’Open Nazionale Tennis di Châtillon 30° Memorial Giorgio Minini
Nel trentennale del Memorial dedicato a Giorgio Minini, l’Open Nazionale di Châtillon non celebra solo un grande appuntamento sportivo, ma anche una storia imprenditoriale che nasce in Valle d’Aosta e oggi dialoga con il mondo. Una storia che porta il nome di MdM e della famiglia Minini, profondamente legata al territorio e ai valori dello sport.
MDM E IDENTITÀ AZIENDALE
MdM nasce e cresce in Valle d’Aosta: quanto conta oggi per voi il legame con il territorio in un mercato sempre più globale?
Il legame con la Valle d’Aosta per MdM non è mai stato un limite, ma una forza. L’azienda nasce in un piccolo spazio a Saint-Vincent, grazie all’intuizione visionaria di mio padre Giorgio, che seppe immaginare una produzione altamente specializzata nella deformazione a freddo dei metalli, unica sul territorio nazionale. Da lì siamo cresciuti, ci siamo trasferiti prima a Saint-Vincent e poi a Châtillon, prima in uno spazio con una superficie limitata e poi alla situazione di oggi MdM, in un moderno e ampio stabilimento che ospita uffici e produzione. Essere radicati qui ci ha dato identità, solidità e credibilità, anche quando il nostro mercato si è aperto all’Europa e al contesto internazionale.
Guardando alla storia di MdM, quali sono state le scelte che hanno fatto davvero la differenza?
La scelta più difficile, ma anche la più determinante, è stata non mollare dopo la scomparsa di mio padre nel 1995. È stato un momento drammatico: il leader venne meno, e con lui sembrava potesse venire meno il futuro dell’azienda. Invece, come famiglia, abbiamo deciso di metterci in gioco con coraggio e abnegazione per portare avanti quel progetto folle e geniale. Investire in competenze, tecnologia e lavoro di squadra ci ha permesso oggi di essere leader a livello europeo e di confrontarci con i mercati globali.
IMPRESA E SPORT: UN LEGAME NATURALE
Sport e impresa condividono sacrificio, costanza e spirito di squadra: quanto si riconosce in questo parallelismo?
Mi riconosco completamente. Nel tennis, come nell’impresa, il risultato non è mai frutto del caso. Serve una squadra che lavori in modo coeso, dedizione quotidiana, capacità di affrontare le sconfitte e di migliorarsi costantemente. In MdM questo spirito è fondamentale: io porto la responsabilità dell’ultima decisione, ma senza un gruppo affiatato e competente non potremmo essere performanti e pronti alle sfide del mercato.
Che messaggio arriva ai giovani quando un’azienda sostiene eventi sportivi di questo livello?
Arriva il messaggio che il talento va coltivato, che l’impegno paga e che il successo non è mai immediato. Sostenere lo sport significa investire nelle persone, nei valori educativi e nella crescita sana delle nuove generazioni.
IL MEMORIAL GIORGIO MININI: VALORE E CONTINUITÀ
Il Memorial Giorgio Minini compie trent’anni: cosa rappresenta per lei questo traguardo?
È un traguardo profondamente emotivo. Nei primi anni era un semplice torneo sociale; oggi è uno dei tornei Open nazionali più prestigiosi. Per me rappresenta la continuità di una memoria, ma anche la dimostrazione che un’idea, se coltivata con passione, può crescere e raggiungere livelli di eccellenza.
In che modo il Memorial riflette i valori che sente più vicini?
Riflette il rispetto, l’impegno, la passione e la voglia di migliorarsi. Mio padre, oltre a essere un imprenditore visionario, era un vero sportivo: un tennista capace, protagonista nei tornei regionali tra Valle d’Aosta e Piemonte negli anni Ottanta. Il legame con il TC Châtillon–Saint-Vincent nasce da lì ed è naturale che oggi questo circolo organizzi un memorial che ne ricorda la figura.
GIOVANI, FUTURO E RESPONSABILITÀ SOCIALE
Quanto è importante creare occasioni concrete di crescita per i giovani atleti?
È fondamentale. Dare spazio ai giovani significa investire nel futuro, non solo sportivo ma umano e professionale. Un torneo come questo offre opportunità, esperienze e confronti che restano nel tempo.
Un consiglio a un giovane che sogna il proprio futuro, nello sport o nell’impresa?
Di non avere paura dei sacrifici e di credere nel lavoro quotidiano. Le scorciatoie non portano lontano; la costanza sì.
UNO SGUARDO AVANTI
Che augurio fa al torneo per i prossimi trent’anni?
Che continui a crescere e che possa affacciarsi al contesto internazionale, entrando nel circuito professionistico. Il potenziale c’è: ora serve un progetto condiviso, che coinvolga non solo MdM e il TC Châtillon–Saint-Vincent, ma anche gli enti del territorio e della Regione.
Cosa significa per lei vedere MdM associata a un evento che unisce sport, territorio e passione?
È motivo di orgoglio e di commozione. È un parallelo perfetto con la storia di MdM: un salto in avanti, come quello che mio padre fece negli anni Ottanta, dando vita a un’azienda che oggi guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
CS Open Valle d’Aosta – Memorial Minini 2025